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| Adriano sembra sia morto, come affermano le fonti storiche, di idropisia di cuore o pleurica che lo faceva gonfiare enormemente all'interno del corpo, altro che sifilide. Si tratta probabilmente di ipertensione che provoca il collassamento dell'addome dopo dolori prolungati e spasmodici. Si tratta di una condizione patologica nota all’epoca sotto il nome di “idropisia”. Un’altra causa frequente di idropisia è lo scompenso cardiaco che, per insufficienza dell’attività di pompa del cuore, provoca edemi agli arti e versamenti cavitari in tutto simili a quelli della cirrosi. Nel Medioevo era ben conosciuto, soprattutto nella medicina popolare, l’effetto anti-idropisia della scilla (Urginea maritima) e, a dosaggi molto diluiti, della digitale (Digitalis purpurea), piante contenenti entrambe dei principi glicosidici ad azione cardiotonica, ma ritenute normalmente velenose . I decotti e gli infusi di queste piante venivano addirittura considerati dei veri e propri diuretici, mentre in realtà erano utili solo nell’idropisia da scompenso cardiaco. Così Sparziano presenta i segni di premonizione di morte che ebbe Adriano: Imperator Hadrianus signa mortis haec habuit. Tradunt, natali suo ultimo, praetextam sponte in terram cecidisse et caput ei operuisse, atque anulum, in quo imago ipsius erat, sponte de digito decidisse. Ante diem natalis eius, narrant quendam ad senatum ululantem venisse: Hadrianus contra eum acerbe declamavit, quasi de sua morte diceret, cum eius verba nemo agnosceret. Tradunt autem Hadrianum, qui statuerat dicere in senatu <<post filii mei mortem>>, vitio sermonis dicisse <<post mortem meam>>. Somniavit praetera se a patre potionem soporiferam impetrasse. Item somniavit a leone se oppressum esse. Con il termine idropisia si identifica una serie di sintomi determinati da malattie anche molto diverse tra loro. L'idropisia si ha quando del materiale sieroso si spande in modo incontrollato in una cavità del corpo, solitamente quella peritoneale, o nei tessuti dell'organismo. Questo versamento determina un edema massivo generalizzato dell'organismo detto anasarca. Questa condizione dà al malato idropico l'aspetto di una persona abnormemente gonfia d'acqua, tanto da avere i movimenti impediti e da dover essere sorretta. È impropriamente e comunemente definita anche ritenzione idrica. I sintomi dell'idropisia si riscontrano tanto nell'uomo quanto negli animali. Le cronache antiche fanno riferimento alla malattia in numerosissimi casi e testimoniano che questa condizione era spesso mortale. Tra i personaggi storici più noti possiamo ricordare, per citarne solo alcuni, il filosofo Eraclito, l'imperatore Adriano, l'imperatore Eraclio I di Bisanzio (575-641), Sant'Antonio di Padova, Miguel de Cervantes, Gustave Courbet, Giovanni Boccaccio, Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo. Sebbene sia un termine in uso da secoli, oggi si fa riferimento alla condizione di idropisia addominale con il termine di ascite.
Le cause che determinano l'idropisia o l'ascite sono molte. Tra le cause più frequenti ricordiamo tumori, grave deperimento da fame. I sintomi si verificano anche in presenza di grave insufficienza renale, scompenso cardiocircolatorio, cirrosi epatica. Oggi l'ascite nell'uomo è causata in massima parte da affezioni del fegato e specialmente dalla cirrosi. Accompagna dunque gli scompensi dovuti all'epatite e viene indotta dall'alcolismo. Altra causa frequente è il tumore maligno ovarico e la carcinosi peritoneale. Data la notevole disparità di cause scatenanti, per il trattamento si procede come indicato dalla malattia che causa il versamento sieroso.
Il termine idropisia resta in uso in acquariologia. La malattia, che può essere infettiva e rappresenta un pericolo consistente per gli acquari e gli allevamenti, è spesso causata da un virus, il Rhabdovirus carpio, accompagnato quasi sempre da infezioni batteriche secondarie. La malattia si manifesta, come per l'uomo, con un'abnorme raccolta di liquido nell'addome del soggetto colpito, che appare pertanto gonfio. Altri sintomi frequenti sono l'esoftalmo (sporgenza oculare) e varie lesioni cutanee. La malattia è fatale nella quasi totalità dei casi. Il termine comprende anche tutte le malattie che provocano un anormale ingrossamento dell'addome la cui natura, molto spesso, viene stabilita solo alla morte
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