
Grande amico di Lorenzo il Magnifico
fu sempre un altro immenso pensatore
del rinascimento:
Giovanni Pico della Mirandola
Il bellissimo Pico, in un ritratto posto negli UffiziPico giunse all'accademia di Carreggi,
quando già Lorenzo era detto il Magnifico,
signore di Firenze, e si unì con entusiasmo
alla corrente neoplatonica diretta da
Marsilio Ficino.
Intellettuale e letterato a tutto campo,
Pico auspicava un ritorno a considerare
l'uomo il centro dell'universo (vedi l'umanesimo di "
Discorso sulla dignità dell'uomo")
e alla fusione di tutte le religioni
in un unico grande sapere.
Per queste sue idee rivoluzionare (che lo portarono a scrivere
le "900 tesi"), Pico venne bollato come eretico,
e fu solo con la protezione di Lorenzo de Medici
che si salvò dall'inquisizione, ritirandosi a Firenze.
Con il papato Borgia, giunse infine
l'assoluzione dall'eresia (una delle cose buone di Rodrigo Borgia)
e il ritorno alla libertà.
Ma ormai il giovane Pico era stato contagiato dai
deliri apocalittici di
Girolamo Savonarola,
e con il suo caro amico
Girolamo Benivieni,rimase fino alla fine della sua vita, ospite del
convento di San Marco a Firenze (lo stesso convento del frate domenicano),
benchè non divenne mai un monaco a sua volta.
Una tenera amicizia (o meglio dire più) unì sempre i due
amici, incontratisi durante la signoria del Magnifico tanto
che il Benivieni scrisse per lui una poco nota poesia
platonica che Pico commentò (
"Commento sopra una canzone d'amore" ).
Pico, morì giovanissimo, a soli 33 anni (si è scoperto avvelenato da arsenico) e quando il suo genio lasciò questa terra, l'amico Girolamo, visse fino a 88 nel suo ricordo, tanto che chiese di essere seppellito con lui
nella stessa tomba.
L'anziano Girolamo Benivieni, caro "amico" di Pico della Mirandola
in un ritratto del Ghirlandaio - Londra, National GalleryDesiderio che gli fu concesso.

La lapide visibile nella chiesa di san Marco a Firenze, in latino, dice:
CITAZIONE
Qui giace Giovanni Mirandola, il resto lo sanno
anche il Tago e il Gange e forse perfino gli Antipodi.
Morì nel 1494, visse 32 anni.
Girolamo Benivieni, affinché dopo la morte la separazione di luoghi non disgiunga le ossa di coloro i cui animi in vita congiunse Amore, dispose d'essere sepolto nella terra qui sotto.
Morì nel 1542, visse 89 anni e 6 mesi .
in vita coniunxit Amor
Sul retro della tomba (non visibile nella chiesa) appare anche un'altra lapide che inizia in latino e si conclude in italiano (questa parte della lapide fu fatta evidentemente scrivere da altri):
CITAZIONE
Girolamo Benivieni per Giovanni Pico della Mirandola e se stesso pose nell'anno 1532.
Io priego Dio Girolamo che 'n pace
così in ciel sia il tuo Pico congiunto
come 'n terra eri, et come 'l tuo defunto
corpo hor con le sacr'ossa sue qui iace .
(ovvero: "Girolamo, io prego Dio che il tuo Pico sia congiunto a te in Cielo nel modo in cui lo era in terra, e nel modo in cui il tuo corpo defunto ora giace assieme alle sue sacre ossa".

Le citazioni sono tratte dal sito
Storia gay - Pico della MirandolaEdited by ailinon - 24/11/2008, 21:23“Prepotente, collerico, violento, eccessivo in tutto, di una sregolata immaginazione erotica unica, ateo sino al fanatismo, eccomi in poche parole, ammazzatemi o prendetemi come sono perché io non cambierò”Marchese Donatien Alphonse François de Sade
