 Millennium Member
 Group: MiguelPosts: 3125 Location: Wonderland Status:  | |
| Il Seicento è un secolo di grande cambiamento artistico.Lo stile più influente è sicuramente il Barocco i cui maggiori esponenti sono artisti del calibro di Velasquez,Rubens e il nostrano Bernini.Ma ciò che affascina di questo periodo è anche il vestiario della popolazione Europea,molto raffinato e sontuoso per quanto riguarda le famiglie appartenenti a un Ceto sociale alto,più povero e sobrio per la popolazione povera. Parto col descrivere il vestiario maschile dell'epoca.
Il capo fondamentale del costume maschile è un giubbinochiamato anche"farsetto", appuntito sul davanti, arricchito da trine e merletti, che si indossa su calzoni voluminosi, fissati al ginocchio da stivali con il bordo ripiegato, oppure da calze bianche o colorate, con scarpe decorate da fibbie, nastri e tacchi. Il mantello può avere lunghezze diverse. Fondamentali accessori degli abiti sono i colletti bianchi, ampi con ricami preziosi, ed i polsini merlettati, Nel corso del ‘600 in tutta Europa diviene moda per gli uomini portare i capelli lunghi oppure usare parrucche con riccioli enormi solitamente di un bianco splendente come richiamo della purezza e della nobiltà. Questà moda fu diffusa dal sovrano di Francia,il Re Sole.

Il costume femminile, assume forme elaborate e curve, con aggiunta decorazioni e merletti. La moda europea prevede un busto rigido e maniche gonfie gonne ampie che poggiano su un verdugale , ovvero una gabbia di cerchi concentrici che si amplia dal girovita verso terra. Il corpetto ha scollature a barchetta, completate da colletti di pizzo, veli leggeri o da un fichu, ovvero un fazzoletto di seta ornato di merletti. Il verdugale, verso la metà del secolo, sarà sostituito dal guardinfante, un'armatura di vimini, ingombrante e fastosa, molto di moda soprattutto in Spagna. Sui capelli raccolti morbidamente si poggiano leggere cuffie bianche di lino o di batista, spesso ornate di pizzi, oppure l' huiken, tipico olandese, ovvero un velo plissettato, sostenuto da un cerchietto rigido, che giunge fino ai piedi. Sotto le gonne i calecon, mutandoni fino al ginocchio con calze colorate, sostenute da giarrettiere, e scarpe in capretto o in velluto, ornate da nastri, con tacchi piuttosto alti. Mantelle bordate da pellicce vengono spesso a completare un abbigliamento.

Approfondimento:
Vestiario Maschile
Il corpo maschile vestito è racchiuso in un involucro che, come quello delle armi, si caratterizza per l’aspetto strutturato e scultoreo. Solo le calze, i guanti e la camicia, che aderiscono direttamente alla pelle, sono morbidi; tutti gli altri numerosi indumenti che si sovrappongono a questi e si raccordano tra loro in sistemi complicati sono in parte o tutti irrigiditi, spesso autoportanti. Sotto le armi di acciaio l’uomo occidentale indossa un’altra armatura fatta di tessuti, che rimanda a quella vera e che gli modella intorno alle membra un corpo innaturale ideale alle cui forme non sono estranei richiami a modelli della scultura classica. L’ideale virile dell’uomo perennemente belligerante, che tramonta solo nel secolo scorso, condiziona tutte le scelte e i mutamenti della moda maschile: le gambe non saranno più nascoste ma, più o meno evidenziate dalla lunghezza o aderenza dei calzoni in uso, rimarranno protette da questo indumento nato per tenerle separate; la vita, fino al tardo settecento sottolineata, resterà in qualche modo segnata da decorazioni o dal taglio; per la classe nobile, la spada farà parte integrante dell’abbigliamento, condizionando la linea sartoriale dei capi più importanti. La formula del vestire maschile è in tre pezzi fondamentali: marsina (giustacuore) sottoveste e calzoni, che diventa norma nell’ultimo quarto del secolo XVII e da cui deriverà l’abito maschile ancora oggi in uso. La sua adozione, che sembra abbia avuto origine in Inghilterra, risponde indubbiamente al bisogno preciso di semplificare e razionalizzare l’abito maschile, divenuto, nella moda francese, eccessivamente disordinato e ridondante. Con la diffusione delle armi da fuoco il colletto si era notevolmente allungato ed era apparso all’esterno a sostituire gran parte della corazza metallica, che non offriva adeguata protezione. Abbandonata la parte inferiore dell’armatura, le gambe erano ora protette da stivali di cuoio e dalle lunghe falde di pelle del colletto che arrivavano a mezza coscia, o anche fino ai polpacci. Il colletto non era divenuto più lungo, ma adesso poteva anche esser provvisto di maniche. Uno spacco al fondo permetteva di rivoltarle, in caso di necessità, sull’avambraccio, dove potevano essere fermate da bottoni. I colletti lunghi ricorrono con grande frequenza ritratti del Seicento, dove è spesso evidenziato il sistema di chiusura anteriore con lacci decorati con galloni e preziosi. Il giustacuore o la sottoveste, che hanno dapprima la stessa struttura, non sono in fondo che la traduzione in parte di questo indumento difensivo, arricchito da bottoni e tasche. Ce lo dimostrano anche i paramani, che nelle marsine settecentesche appaiono chiaramente derivati dalla pratica di rivoltare l’orlo sul polso, sono infatti tagliati a parte e quindi applicati, ma risultano di continuazione della manica e conservano lo spacco sottostante. Verso la fine del sedicesimo secolo la spada, sempre presente, è retta in genere da una cintura non più in vista, portata sotto il giustacuore, che si fende allora ai lati per permettere il passaggio dell’impugnatura. È in questo periodo che la sopravveste maschile si arricchisce di un largo ventaglio di pieghe sui fianchi, con la necessaria fessura in mezzo, e che le falde si aprono sostenute dalla spada che aiuta a tenerle scostate dalle gambe.
Vestiario femminile:
Il seno viene negato, gli abiti vengono tagliati come se non esistesse affatto. I busti da questo momento diventano un indumento necessario del guardaroba, oltre a tenere erette le spalle e la colonna vertebrale, sembrano concepiti anche per lo scopo di dar foram al vestito.. La funzione primaria delle mammelle, l’allattamento dei bambini, è abbandonata come un’attività animalesca: le donne di condizione sociale superiore affidano i loro nati a balie provenienti in genere dai ceti sociali più bassi, che svolgono un compito ritenuto degradante. Due sono le cesure importanti che appaiono sull’immagine femminile: la vita, assottigliata dalla punta che scende sul ventre, separazione fra la parte spirituale e quella terrena del proprio io; e il collo, separazione fra la ragione eterna, la testa, e la carne mortale. I collari producono una scissione ottica della figura e impedendo di fatto piegamenti, non consentono che una vista parziale e difficoltosa di quella parte di se stessi che deve essere superata. Questo modo di abbigliarsi, macchinoso e ideologizzato, ha il fine di educare gli atteggiamenti e il comportamento della persona, costringendo a gesti misurati e controllati, pieni di quella grazia che entrerà a far parte dei valori importanti che regolano le relazioni sociali. L'uso del busto e del corsetto, che stringe con forti lacci in vita per dar forma al corpo, determina anche una deformazione fisica che con gli anni, e soprattutto se applicata fin in giovane età, diventa permanente. Il corpo si modifica e plasma per assumere l'ideale di bellezza delle donne, con il seno e le spalle aperte e ampie e la vita esile come le vespe. Così stretto il torace comprime i polmoni e la respirazione diventa difficile ed anche il cuore ha poco spazio. Nella moda francese la corazza indossata sotto le forme fantasiose degli abiti invece di educare a comportamenti virtuosi, provoca effetti contrari: il contrasto fra la durezza delle linee artificiali e la morbidezza della carne lasciata vedere, divenendo arma di seduzione. Tutto l’erotismo occidentale si fonda su questo divario fra ciò che si vede e ciò che si può solo immaginare, fra la realtà nascosta e le sue forme svianti o allusive di manifestazione. Sono gli abiti dégagés, di chiara ispirazione orientale, sciolti e spesso aperti davanti sul busto steccato che accentuano maliziosamente il contrasto. Appaiono nella metà del Seicento, nei primi anni del Settecento nati per essere portati nell’intimità domestica, sono subito sentiti come causa disordine e rilassatezza dei costumi.
  |